2026 – 50 sfumature di viola
La Bora quest’anno ha deciso di non limitarsi a colorare il Carnevale di Muggia: lo vuole proprio tingere di viola dalla prima all’ultima ruota del carro, passando per ogni sfumatura possibile e immaginabile. Dove comanda il VIOLA, la LOGICA si arrende e il CAOS si diverte.
Perché per noi non è solo un colore ma uno stile di vita.
Si parte con un carro d’apertura che sembra uscito direttamente da un manuale di magia avanzata (quello per streghe che non hanno passato il primo esame o semestre filtro per capirci).
Calderoni fumanti, fiamme che ondeggiano, libri con incantesimi, candele che fluttuano. Attorno a questa casa magica, un piccolo esercito di streghe e maghi, dove il colore diventa occulto, energia pura dai poteri nascosti.
Quando il pubblico comincia a chiedersi se stia entrando in Hogwarts, ecco fiorire… letteralmente… un gruppo che porta con sé un intero giardino. Petali, foglie, boccioli, tutto rigorosamente viola e felicemente oscillante come se madre natura avesse deciso di ballare salsa, arrivano le ballerine della Salsation, il corpo di ballo della compagnia, energia pura, movenze scatenate e un’irresistibile voglia di muovere gambe ed anche.
Dall’incanto dei fiori, c’è chi si sente raffinato come un campo provenzale e chi invece sembra appena uscito da un sacchetto antitarme, ma poco importa: la lavanda porta calma, serenità e un leggero effetto “rilassante”, giusto il tempo di accorgersi che, nel caos generale della sfilata, anche la tranquillità può essere utile.
Ed è qui che la sfilata decide di fare un salto logico degno di una riunione condominiale in piena Bora: dall’incanto dei fiori… al banco frutta e verdura. Sì, avete letto bene. Un carro interamente dedicato a un mercato rionale dove la fantasia si mescola con la pentola: cipolle che fanno lacrimare dal ridere, melanzane fritte che sembrano scappate da una parmigiana XXL, patate e broccoli che hanno abbandonato la cucina per il Carnevale, Insomma un vero “minestrone”….
Dalla verdura all’uva il passo è più breve di quel che si crede: e infatti ecco spuntare allegri grappoli di acini che svolazzano qua e là, mentre un Bacco decisamente assetato li rincorre con l’aria di chi ha fatto tardi all’aperitivo.
A questo punto, uno si aspetta qualunque cosa… e infatti arrivano le meduse. Sì, proprio meduse.
Viola, fluttuanti, leggermente pizzicose, come se il mare avesse fatto un giro turistico e si fosse divertito a lasciare qualche creatura marina sulla strada. La transizione dal cavolo alla medusa?
Facile: ci ha pensato la Bora. Quando soffia, porta con sé tutto… perfino il mare.
E proprio mentre ci si domanda se la sfilata possa diventare ancora più assurda, ecco apparire lei: la Mucca Bora, non quella della pubblicità attenzione, ma la versione muggesana, seduta comodamente su un prato fiorito, con la tranquillità di chi ha deciso di appendere il campanaccio al chiodo e godersi la vita. Accanto a lei, come guardie del corpo glam, spuntano delle mucche ammagliatrici e un tantino succinte, che con l’arte del “muu-seduction” sembrano avere un solo scopo: far girare la testa a chiunque passi entro un raggio di dieci metri.
E così, tra calderoni ribollenti, fiori danzanti, melanzane spavalde, meduse svolazzanti e mucche che sembrano uscite da uno spettacolo di illusionismo bovino, La Bora porta in scena un Carnevale dove il filo logico è uno solo: se è viola, va bene.
Buon divertimento!!