2015 – Vin for laif – Spensierati e vin…centi

Trovare un po’ di spensieratezza in questo periodo di crisi sembra quasi un miraggio, tra mutui, bollette da pagare e incertezza sul futuro, ma un bicchiere di vino, senza esagerare ovviamente, può offrire un momento di svago e di allegria. Se poi una lotteria ce lo garantisce a vita, è ancora più facile, vin for life… pardon laif… vino per tutta la vita.
Da questa premessa parte la sfilata che quest’anno le Bellezze Naturali vogliono presentare, a cominciare dalla lotteria, che distribuisce, come solo la migliore tradizione televisiva impone, i biglietti vin…centi del concorso.
Da qui, sino all’estrazione si percorre la produzione della preziosa bevanda che allieta i palati di tutta l’umanità; a cominciare dalla vendemmia, dove un contadino di provata esperienza, si aggira tra i filari di vite per raccogliere i grappoli d’uva “materia prima” per la produzione del vino.
Dalla vigna, su di un carretto trainato da un grande manzo istriano, il famoso boscarin, l’uva viene portata nelle tinozze pronte per la pigiatura, eseguita da delle ragazze di campagna, a piedi nudi come vuole la tradizione.
Nel periodo di San Martino, come dai ricordi scolastici del poeta Carducci dove per le vie del borgo/ dal ribollir de’ tini/ va l’aspro odor dei vini/ l’anime a rallegrar, il vino novello è pronto nelle botti, ma nel terzo millennio non può non sottostare alle ferree regole comunitarie sull’origine e sulla qualità e deve quindi essere assaggiato da qualificati enologi e sommelier circondati ed inebriati dalla bevanda stessa, e da un turbine di bicchieri e bollicine del vino frizzante.
Dalle botti si passa all’imbottigliamento, al giorno d’oggi quasi completamente meccanizzato, dove una macchina fa scorrere le bottiglie, con la giusta quantità di vino, su di un percorso che le vedrà in fine tappate ed etichettate.
La banda, composta da cavatappi giganti, a questo punto, è pronta per stappare, in allegria e musica, le più famose etichette del panorama enologico mondiale.
Giungiamo quindi al momento dell’estrazione della lotteria, che offrirà ai fortunati vincitori premi da ritirare nel “locale” dove, le genti nostrane ma anche i turisti più accorti, sanno poter degustare il migliore dei vini, in tutta gioia ed allegria… e questo posto non può essere che l’osmiza, “magica” e fuori dal tempo, dove tutti, dai grandi ai piccini si “rifugiano” in tutte le stagioni dell’anno, seguendo i fraschi che ne indicano la strada. Qui troviamo i personaggi tipici della tradizione del carso, non solo triestino: dall’oste che non potrà che servire il vino, più buono al mondo si intende, accompagnato dai salumi tipici, dalla pancetta e dalle immancabili uova sode. Il tutto allietato dal suono delle fisarmoniche e sotto l’occhio vigile del “bevitore” immortalato nel quadro pittorico di un esimio ed immortale maestro…
Ma la storia del vino, si sa, ha origini remote, tanto che gli antichi lo veneravano come una divinità, impersonificata nel dio Bacco che, “vestito da una botte” e già un po’ alticcio, infastidisce una gigante vite che non vuole lasciarsi prendere i preziosi frutti. Con questo carro principale si chiude idealmente, ritornando alle origini, la sfilata delle Bellezze Naturali, sperando di regalare a tutti momenti spensierati e vin…centi.