Si ispirano a Michelangelo. E invocano Pietà. Gli improbabili scultori della Lampo, a colpi di piccone più che di scalpello, forgiano la bianca pietra del Carso e sfornano le statue più irriverenti e indisciplinate che la storia dell’arte ricordi. Non se ne stanno immobili, quelle “creature” non perfettamente levigate né delicate, e scorazzano lungo le strade del Carnevale muggesano.
La crisi, d’altronde, non allenta la sua morsa. E la compagnia di Santa Barbara prova a cavar sangue dalle pietre. Le più umili. Le meno preziose. Quelle che Madre Natura offre in abbondanza. Ma, non disponendo di topazi, rubini o diamanti e men che meno di un genio michelangiolesco, la Lampo si arrangia come può: sfrutta il vulcano che erutta luminosi e colorati lapilli di lama. Valorizza le pietre Ipanema dai mirabili colori. Prende in prestito gli imperscrutabili mascheroni dell’Isola di Pasqua sotto i quali si agitano al ritmo della disco dance le piumate indigene. Eppoi, ancora, riproduce il circolo magico di Stonehenge attorno al quale danzano in un tripudio di misteri ballerine e ballerini celtici. Rinverdisce la meravigliosa arte del mosaico.
Trasforma gli orchestrali della Filarmonica di Santa Barbara in fossili musicali del Neolitico. Arruola i Rolling Stones, le Pietre Rotolanti, scatenando la follia del rock. Scomoda persino il Re del Meteo mandando in scena, sul carro principale, un augurante e scaramantico “Sol che
spaca le piere”.
Il popolo del Carnevale muggesano è avvertito: la Lampo, stavolta, vuole farlo restare di… sasso.

Tabella punteggi classifica finale

Aspetto scenografico carro pricipale: 23 punti
Brio e macchiettistica: 21 punti
Cura e fantasia costumi: 21 punti
Regia generale: 21 punti
Totale: 86
7^ classificata